L'era della targa digitale
Il codice fiscale, la targa di un'automobile o la partita IVA sono solo alcuni esempi di codici utili all'identificazione univoca di un soggetto (sia esso privato o azienda) all'interno di un folto gruppo di dati simili. Se un vigile volesse fare una multa basterebbe, infatti, indirizzarla al proprietario dell'auto di una determinata targa poiché è impossibile che ne esistano, all'interno di un determinato contesto, due uguali. Immaginiamo ora che il vigile in questione venga sostituito da un stalker che avrà, quindi, un modo per sapere dove siamo semplicemente andando alla ricerca dell'automobile che rechi quel preciso codice identificativo.
Quello che è appena stato descritto è l'enfatizzazione, neanche molto dissimile dalla realtà, di quello che quotidianamente ci accade sul web mentre navighiamo tranquilli per guardare le nostre foto o cercare le migliori offerte sui prodotti di nostro interesse.
Google, Facebook o Yahoo, tanto per citarne alcuni, operano alle nostre spalle come bravi stalker telematici 2.0 assegnandoci una targa con cui identificarci all'interno dei miliardi di utenti del web e seguendo minuziosamente ogni nostro spostamento. Ad ogni utente, infatti viene assegnato un ID (Identification Number - Numero Identificativo) con il quale si marchia l'utente all'interno di un'enorme banca dati ed al quale vengono associate, in maniera alle volte poco trasparente, le operazioni che lo stesso utente esercita quando naviga con il suo dispositivo.
Da quando è nato il web 2.0 e da quando i social network hanno fatto il loro ingresso nel mondo della rete, il business sul web si è nettamente rinnovato, trasformando l'utente da cliente di un servizio a merce da rivendere in piccole parti. Ogni nostra scelta viene salvata ed archiviata in modo da poterci propinare le cosiddette pubblicità mirate. Nulla di ciò che guardiamo all'interno di una pagina web è causale e, indipendentemente dal contenuto che stiamo visualizzando o leggendo, vedremo sempre le stesse pubblicità dei soliti prodotti.
Come guadagnano i grandi del web
Siamo talmente abituati a sapere che per ogni nostro dubbio c'è Google che difficilmente ci siamo mai chiesti come faccia un'azienda del genere (multimilionaria n.d.a.) a guadagnare semplicemente da due vocaboli scritti in una casella di testo.
Sostanzialmente le aziende nel web guadagnano tutte allo stesso modo: vendendo i tuoi dati per generare introiti dovuti dalle pubblicità.
Ogni ricerca che fai su Google viene salvata associandola univocamente a te ed in questo modo viene unita alle altre cose che hai cercato nel corso degli anni. In questo modo la società traccia un profilo dei tuoi gusti, dei tuoi desideri e perfino del tuo stato di salute. Questo si tramuta in una serie di dati che Google (o altre aziende) rivende a società terze che così possono indirizzare pubblicità mirate al giusto target di utenti. A differenza della televisione, dove la pubblicità viene spedita in base al programma in onda nella speranza che raggiunga le persone giuste, le pubblicità del web colgono sempre nel segno e perciò se almeno una volta abbiamo effettuato una ricerca su cosa può causare il prurito intimo, prepariamoci ad essere inondati di foto promozionali di creme e cremine in ogni sito che ci apprestiamo a visitare.
La stessa cosa, ovviamente, accade negli altri siti con sistemi diversi. Ogni volta che su Facebook cliccate su "Mi piacciono i Pan di Stelle" state regalando alla Mulino Bianco la possibilità di sapere che siete dei potenziali acquirenti dei loro prodotti. La cosa più sconvolgente è che vi state vendendo da soli e senza alcuna forzatura.
Quanto siamo disposti a venderci?
Da quando si è scoperto che le grandi major del web operano in questo modo, gli utenti si sono divisi tra chi ha iniziato a gridare allo scandalo e chi ha dichiarato di essere pronto a convivere con questo sistema pur di avere i prodotti sempre funzionanti e sempre gratuiti. L'arte di vendere sé stessi è quasi antica quanto l'uomo e la pigrizia a cui la società moderna ci ha abituato grava pesantemente sul resto. In un periodo storico in cui orwelliane entità ledono continuamente la nostra privacy, volersi tutelare, almeno dove è possibile, dovrebbe essere una priorità e non una sistema per barattare la propria vita con un servizio. Cosa accadrebbe se un giorno il vostro pizzaiolo di fiducia vi dicesse che potete mangiare gratis da lui purché egli possa guardarvi giorno e notte dalla finestra di casa? Vi sentireste davvero tranquilli se, in ogni momento della giornata, qualcuno potesse entrare in casa vostra e sfogliare gli album che avete nel salotto o guardare cosa avete nel frigorifero? Sareste felici se ogni volta che chiedeste a qualcuno le indicazioni stradali per raggiungere un luogo, questo si segnasse il vostro nome, cognome e tragitto su un foglio di carta?
Costi e benefici
Ma se allora queste società guadagnano con questo sistema, vuol dire che se esso non esistesse sarebbero costrette a chiudere?
In realtà la cosa non è vera. Come è stato precedentemente illustrato, la televisione sopravvive agevolmente con la pubblicità senza ledere la privacy di chi sta usufruendo del servizio. Internet potrebbe funzionare allo stesso modo senza arrecare gravi danni nè all'utente e nè alle tasche delle società. Purtroppo però scavare nella vita della gente è molto più semplice che costruire delle vere e proprie analisi di mercato studiate nei particolari e quindi le aziende inserzioniste chiedono a gran voce che la nostra privacy sia lesa e che i loro prodotti siano venduti. Personalmente credo che nessun servizio valga la dignità della gente. Non permetterei a nessuno di entrare nella mia vita privata senza permesso e pertanto non permetterei a nessuno di scavare nei miei gusti e nelle mie abitudini sul web. Fortunatamente le alternative che ci tutelano esistono, basta solo voler cambiare per rispettare sè stessi e gli altri.
Alternative
Lungi da me creare una lista esaustiva delle alternative possibile, voglio solo indicare alcuni servizi che reputo ottimi come sostenuti delle più blasonate controparti al fine di dimostrare comeun business del web che tuteli l'utente esiste e funziona anche molto bene:
Google (Motore di Ricerca): DuckDuckGo Ixquick
Google (Maps) : OpenStreetMaps
Facebook: Friendica Diaspora
Twitter: Identi.ca
Inoltre vi invito a fare visita a questo sito dove è possibile travare valide alternative ai progetti più famosi, il tutto in salsa Open Source e quindi amico della nostra privacy.
Costi e benefici
Ma se allora queste società guadagnano con questo sistema, vuol dire che se esso non esistesse sarebbero costrette a chiudere?
In realtà la cosa non è vera. Come è stato precedentemente illustrato, la televisione sopravvive agevolmente con la pubblicità senza ledere la privacy di chi sta usufruendo del servizio. Internet potrebbe funzionare allo stesso modo senza arrecare gravi danni nè all'utente e nè alle tasche delle società. Purtroppo però scavare nella vita della gente è molto più semplice che costruire delle vere e proprie analisi di mercato studiate nei particolari e quindi le aziende inserzioniste chiedono a gran voce che la nostra privacy sia lesa e che i loro prodotti siano venduti. Personalmente credo che nessun servizio valga la dignità della gente. Non permetterei a nessuno di entrare nella mia vita privata senza permesso e pertanto non permetterei a nessuno di scavare nei miei gusti e nelle mie abitudini sul web. Fortunatamente le alternative che ci tutelano esistono, basta solo voler cambiare per rispettare sè stessi e gli altri.
Alternative
Lungi da me creare una lista esaustiva delle alternative possibile, voglio solo indicare alcuni servizi che reputo ottimi come sostenuti delle più blasonate controparti al fine di dimostrare comeun business del web che tuteli l'utente esiste e funziona anche molto bene:
Google (Motore di Ricerca): DuckDuckGo Ixquick
Google (Maps) : OpenStreetMaps
Facebook: Friendica Diaspora
Twitter: Identi.ca
Inoltre vi invito a fare visita a questo sito dove è possibile travare valide alternative ai progetti più famosi, il tutto in salsa Open Source e quindi amico della nostra privacy.